Webcosi, preventivi e vil denaro

Blog, psicoterapia autogena di un web designer freelance

Webcosi, preventivi e vil denaro - 11/04/2017
11/04/2017

Nel nostro mestiere di freelance ci ritroviamo a dover gestire una parte che molto spesso ai più risulta seccante a dir poco ovvero il preventivo; ma fa parte del pacchetto.

Il preventivo tante volte si trasforma in tempo che abbiamo dedicato a un progetto che poi non si concretizza in un effettivo lavoro che portiamo a casa; investiamo tempo nel dialogare o incontrare il cliente, investiamo tempo nell’analisi della concorrenza, investiamo tempo nel progettare sulla carta un qualcosa che possa essere corretta come proposta economica, e per il cliente, e per noi che il lavoro lo dobbiamo realizzare, guadagnarci e pagarci le tasse.

Tutto questo è rischio d’azienda, non esiste un altro modo di porsi sul mercato, ma quello su cui ci dobbiamo fare un pò le ossa col tempo è quella mancata risposta una volta che siamo pronti e abbiamo inviato il nostro sudato lavoro perché quella a volte può essere vagamente irritante.

Supponiamo di aver avuto un contatto telefonico col cliente di una mezz’oretta, aver definito l’incontro ed esserci andati; questo di partenza vale benzina e ore che non abbiamo lavorato ma, se il cliente è lontano, magari anche autostrada o un pranzo fuori.

Definito il tutto dobbiamo tenere conto delle altre ore che “perderemo” a pianificare e studiare il progetto più il tempo di realizzazione del preventivo stesso. Ecco, facciamo che nel complessivo abbiamo dedicato al tutto (nella migliore delle ipotesi) un 5-6 ore. Già cosi abbiamo investito almeno un 2-300 euro senza contare che quel tempo non lo abbiamo potuto usare per altri progetti.

Quale è quindi la cosa più fastidiosa? Il semplice fatto che il cliente dopo aver ricevuto non ti degni più di una risposta, non dia un minimo di considerazione al tempo che hai dedicato alla sua attività. Non ci aspettiamo che tutti i preventivi vadano in porto però sarebbe carino (e forse anche educato) che le persone si prendessero quei 30 secondi per dirti che non sono interessati alla tua offerta e, magari, ringraziarti comunque per la proposta. Anche perché probabilmente prima ti hanno surclassato di e-mail o richieste a cui tu hai puntualmente risposto con la massima cortesia e professionalità.

Non tutti i clienti sono cosi ovviamente, ma una discreta fetta di persone non ha una grande considerazione del lavoro degli altri; si aspettano però, ovviamente, che si abbia grande considerazione per il loro di lavoro. Quando entri in un negozio è brutto non aver trovato nulla e uscire senza acquistare, molto meglio svignarsela facendo finta di niente; io invece ho il brutto vizio di salutare e ringraziare comunque.

Non mi costa nulla capite, magari i commessi mi guarderanno male lo stesso ma cosa posso farci se non ho trovato quello che cercavo? Questo non mi deve rendere di fatto un maleducato e il mercato è ricco, troverò da un’altra parte e investirò il mio denaro da un’altra parte e magari tornerò da te la prossima volta e troverò quello che cercavo, premettendo che tu non sia stato scortese.

Il punto è ragazzi, e questo si impara negli anni, che dobbiamo essere professionali ma non investire mai troppa aspettativa nel genere umano, il grosso delle persone guarda solo ai propri interessi e questo molte volte vi deluderà o vi porterà momenti di sconforto. Ricordate però che un preventivo non andato in porto oggi può rappresentare due preventivi andati in porto domani, è una ruota che gira costantemente e, forse per una semplice questione di equilibrio cosmico che non comprenderò mai, il bello e il brutto fanno parte della stessa medaglia (brindiamo ai luoghi comuni).

Impariamo a investire nei progetti giusti e nelle persone giuste, mai mollare, mai dimenticare la passione e il perché siete sul menù; tutto il resto, come spesso ribadisco ultimamente, è fuffa. In fondo, “This is just a game”, come pensano molti che ancora non han capito che lavoro facciamo.

Buona camicia a tutti.