Vuoi davvero essere un cuggino?

Blog, psicoterapia autogena di un web designer freelance

Vuoi davvero essere un cuggino? - 22/10/2017
22/10/2017

Lo so, lo so, non vedevate l’ora che riprendessi l’argomento in sospeso e chiedo venia se mi son perso nei meandri del mio io nell’articolo precedente senza dare un seguito al mio post più letto di tutti i tempi e per cui vi ringrazio davvero un sacco. Ma rimediamo seduta stante.

Siamo rimasti che il nostro cuggino di turno ha appena scoperto che forse non ha manco le basi per poter pensare di fare un sito professionale ma di fatto è stato raggiunto da una folgorazione che ha letto da qualche parte online: WordPress e Bootstrap!!!

Pare che sti cosi, perché cms e framework presumibilmente sono termini che non rientrano nel vocabolario del cuggino, permettano di fare siti senza avere nessuna competenza. Vabbeeeene cuggino, hai la mia attenzione, parliamone.

Cose che devo capire - capitolo 2

Chiariamo subito un concetto partendo da Twitter Bootstrap; il diffusissimo framework, giunto ormai alla quarta release quasi stabile, non è nato per fare i siti al posto tuo perché non sei capace ma bensì per favorire gli sviluppatori e defaticarli dalle dinamiche del codice HTML/CSS/JS. Questo di fatto include che tu abbia delle buone conoscenze e, del framework, ma anche del codice per un motivo basilare: se non sai come personalizzare la struttura come Diavolo fai a creare un sito che non sia identico al default proposto?

Non è mai consigliato modificare il css originale di Bootstrap, su più di 7mila righe di codice sparse tra media queries e break point di varia natura e genere qualsiasi cosa vado a modificare andrà sicuramente a romper le balle a qualcos’altro. Più logico è sicuramente creare un foglio di stile personale e aggiungere id, classi, attributi e valori utili alla causa direttamente al codice HTML o semplicemente sovrascrivere sfruttando le classi originali. E di fatto cuggino sei già spacciato di nuovo perché si richiede tu sia in grado di creare il foglio di stile, collegarlo e personalizzarlo con le dovute.

Il grid system è il core di Bootstrap, è fondamentale partire da li per comprendere la griglia fluida e la gestione del suo utilizzo per i vari device. Verissimo che, con un pò di buona volontà, il sito ufficiale ci mette a disposizione tutte le spiegazioni del caso e qualcosina di buono possiamo portarla a casa perciò se ancora non vi ho convinto direi che devo entrare spudoratamente nel merito di altre dinamiche.

Il primo step di un buon posizionamento, si, si dice posizionamento, che può essere organico o a pagamento, basta co ste cagate da agenzia dei cuggini che vendono l’indicizzazione del sito a migliaia di euro l’anno a piccole e medie aziende ovviamente ignoranti della materia e che si fidano. Siete dei venditori di fuffa, l’indicizzazione del sito è gratuita, dopo un pò che siete online passano gli spider di Google e indicizzano il sito GRATUITAMENTE.

Diverso è l’aspetto del posizionamento ovvero i criteri con cui Google deciderà in che posizione piazzare il vostro sito in merito a impressioni determinate dalle ricerche effettuate dagli utenti. Qui entrano in scena fattori di Web marketing ma anche di SEO onsite, gestione dei contenuti, ottimizzazione, title, description, uso corretto dei marcatori h1, Google Analytics, Search console, strumenti come SEOZoom, le sitemap, i robots, il page rank, le frequenze di rimbalzo e un’altra montagna di cose. Devo andare avanti ancora?

Però di una cosa vi ringrazio cuggini, ogni volta che vi imbarcate in un progetto date lavoro a un Web Designer professionista, credo di aver perso il conto dei siti che ho rifatto a clienti insoddisfatti del vostro operato o consulenze per cui poi vi han fatto causa. Attenzione che non mi riferisco solamente a persone che un pò masticano e/o pensano di sapere, ho avuto contenziosi di tutto rispetto con aziende di grosso livello diffuse su tutto il territorio, ho visto cose che voi esseri umani non potete nemmeno immaginare vendute a cifre impensabili.

A questo punto non ti rimane che ripiegare su WordPress e un bel tema premium ma stai tranquillo che nel prossimo articolo ti smonto anche quello nei minimi dettagli.

Ci vediamo mese prossimo col capitolo 3 e ricordate sempre, come disse il buon Groucho: tanto va la gatta al largo che affoga.