Si, ho perso le ore

Blog, psicoterapia autogena di un web designer freelance

Si, ho perso le ore - 07/12/2016
07/12/2016

Vorrei vedere statisticamente quanti di voi spesso non perdono ore e ore a correre dietro a una qualsivoglia cazzatina (e premetto che è probabilmente la prima volta in questo blog che dico una parolaccia) che per qualche oscura ragione non vi viene; l’avete fatta mille volte sia chiaro, ma quel giorno proprio non ce n’è. Altra casistica vuole dover invece fare una cosa per la prima volta, sempre in ambito web ovviamente, il che porta via ore e ore a documentarsi su come riuscire. Bene, siccome sono certo che anche voi ne avete da dire, oggi vi racconto le mie dell’ultimo periodo che magari, essendo io docente di, vi tira su il morale.

La più clamorosa è quella che è successa suppongo ad ognuno di voi nelle ultime settimane ovvero il dannato aggiornamento di Google Chrome che di fatto mantiene in cache le modifiche al CSS nei siti dinamici. Il primo quarto d’ora ho seriamente pensato di non saper più scrivere un collegamento corretto arrivando al fatidico copia/incolla da un altro esercizio ma non riuscendo comunque a farlo funzionare ho prima dato discretamente fondo al mio repertorio di imprecazioni; solo successivamente ho deciso di ragionare.

Di fatto la cosa che mi è sembrata più logica da farsi è stato verificare se negli altri siti che avevo funzionava e scoprire che in alcuni si, tutto ok, in altri no; arrivare a capire che nei siti in puro HTML fungeva tutto regolarmente mentre in quelli dove passavo per il server locale non fungeva na cippa non è stato cosi immediato e un’oretta buona ce l ho persa. A quel punto la soluzione più drastica: aggiornare MAMP a mio rischio e pericolo dal momento che potevano saltarmi metà dei database che ho e quindi, ovviamente, d’obbligo fare prima un bel backup con Time Machine per un totale di altri 20 minuti persi.

Terminato il backup e fatto l’aggiornamento non rimane che incrociare le dita e provare: picche, non funge. A quel punto, dopo aver smaltito giusto un pò di sano giramento di varie ed eventuali di solito ho un piano B fisso ovvero chattare al buon Gianbu. Questo piano di solito è scaramantico, ovvero non appena gli scrivo, automaticamente risolvo. Quindi non è che gli scrivo per avere una soluzione ma perché il ragazzo porta bene. Ma nonostante tutto non esiste soluzione, ne online ne nel buon Gianbu che si rivela un altro buco nell’acqua (ti voglio bene Gianbu).

Ammetto che svuotare la cache proprio non mi era passato per l’anticamera del cervello ma il fato ha voluto che io lo faccia (praticamente per disperazione). Dovete ovviamente tenere conto che in tutto questo sono passate almeno 2 ore e ho seriamente pensato di cambiare mestiere. Ma la chiave è li, la cache maledetta. Aprire Firefox e vedere che funzionava tutto mi ha poi portato a ispezionare l’elemento con Chrome e rendermi conto che le regole nuove CSS venivano assolutamente ignorate. Non era cosi scontato perché in fondo le modifiche HTML venivano lette regolarmente.

Allo stato attuale delle cose mi ritrovo, ma penso anche voi, a gestire il back-end dei siti custom Wordpress su un browser (si perché su Chrome mi salvo per password) e il front-end su un altro che poi, tutto sommato, non è nemmeno cosi sgradevole come cosa. La scelta di Google ha sicuramente un perché nel migliorare la UI dal momento che la cache di default tiene per quasi 2 giorni tra una cosa e l’altra. Certo che per gli sviluppatori non è stata na gran mossa anche tenendo conto che le anteprima dei device di ispeziona elemento sono molto attendibili e semplificano notevolmente la gestione del responsive. Pare comunque la cosa si possa bypassare lavorando con la navigazione in incognito.

Mesi fa ho tolto la possibilità di lasciare commenti a questo blog, ne ricevevo talmente pochi che non valeva la pena pagare Iubenda, però lo posterò ovviamente nei social quindi sentiatevi liberi di maledire i morti a vostra volta, non siete soli.

Per oggi mi fermo qui ma non escludo di tornare presto sull’argomento; nella speranza di avervi strappato almeno due risate vi saluto e vi abbraccio.

See you next time.