PHP7 e Yahoo!

Blog, psicoterapia autogena di un web designer freelance

PHP7 e Yahoo! - 04/12/2015
04/12/2015

Grosse novità per i programmatori, è finalmente uscita la versione 7 di PHP, il famosissimo linguaggio di programmazione. Come previsto siamo passati direttamente dalla release 5.6 alla 7 saltando la versione 6 seppure per anni negli scaffali delle librerie sono stati presenti libri su libri di questa inesistente versione.

Ci sono voluti 8 anni di lavoro per arrivare alla versione Alpha e, un po’ come successo per Windows passato dalla 8 alla 10, è stato volutamente sottolineato lo stacco tra la versione mai nata e la successiva. PHP 6 era molto dispendiosa in termini di risorse e i test avevano registrato un notevole rallentamento delle prestazioni al pari di PHP 5.7 (PHPNG New Generation), situazione che ha indotto gli sviluppatori a optare per una release tutta nuova.

E’ possibile trovare molti articoli online sulle novità introdotte in termini di operatori, funzionalità ma soprattutto prestazioni che, a quanto si dice, pare siano addirittura raddoppiate rispetto alle versioni precedenti. Vedremo nei prossimi mesi come si andrà a evolvere, è già previsto un supporto con aggiornamenti alle versioni 5 di almeno 2 anni, quindi c’è tutto il tempo per passare alla nuova versione che necessiterà, per forza di cose, di aggiustamenti in corso d’opera.

Per quanto riguarda framework e cms è già stato garantito il pieno supporto a PHP7 anche se la cosa avverrà in tempi e modalità differenti fatta esclusione per Drupal che risulta già compatibile dalla versione 8 rilasciata poco tempo fa.

Una notizia che mi ha colpito molto sentita qualche giorno fa al telegiornale è la chiusura, perlomeno per come lo conosciamo, di Yahoo!, il famosissimo portale che pare non riesca più a reggere la concorrenza di illustri colleghi. Il motore di ricerca pioniere del settore, almeno a quanto riporta il Wall Street Journal, starebbe considerando la vendita/cessione delle sue attività principali compresa la partecipazione all’e-commerce cinese Alibaba del valore di 30miliardi di dollari.

Motivo principale di queste decisioni ovviamente il non ritorno economico sulla base degli investimenti fatti che ha portato alla liquidazione di 3000 dipendenti in 3 anni e un crollo degli utili del 90% passando dai 310milioni del 2014 ai 21 del 2015. Mette sempre un po’ di apprensione quando un colosso del web crolla a prescindere che poi lo si utilizzi o no. Attenderemo nei prossimi mesi le decisioni prese dall’attuale amministratore delegato Marissa Meyer.