Per un pixel Martin perse la cappa

Blog, psicoterapia autogena di un web designer freelance

Per un pixel Martin perse la cappa - 09/07/2017
09/07/2017

Nelle ultime settimane tra un impegno di lavoro e l’altro mi sono preso un po di tempo per rimettermi in discussione e motivarmi. Ebbene si, lo faccio anche io ma questa volta ho scelto un strada differente rispetto al solito, ho scelto di non guardare avanti ma di fare un passo indietro e cercare di cogliere i punti e i valori che la storia ci insegna.

Perché la storia è ciclica e non bisogna mai trascurarla o dimenticare di avere un occhio di riguardo per lei. Cosi mi sono dato ai documentari su YouTube invece di leggere libri moderni e sono andato a studiare nei minimi dettagli la storia delle grandi aziende che da sempre guidano il mercato di cui mi occupo.

Sono partito da Apple, scontato direte voi, ma inevitabile; tutto è passato per le mani di Steve Jobs che ci piaccia o no, per poi spostarmi verso Microsoft, Google, Facebook e via dicendo.

Ho riscoperto cose che sapevo già e dettagli che mi erano sconosciuti ma la mia ricerca della verità era basata essenzialmente sulla lettura tra le righe, sulle sfumature; sono da sempre un discreto osservatore ma pecco di quotidiano, insomma non sempre hai tempo di analizzare tutto nei minimi particolari e molto spesso non lo ritieni nemmeno necessario: errore my friends, come direbbe il buon Montemagno.

Il primo tassello che ho colto è nel valore della tua determinazione etica quando punti l’obiettivo. Il primo tassello della differenza viene nella scelta primaria e ancestrale forse di ogni professionista: fai una cosa perché ci mangi o fai una cosa che ti da da mangiare e ti appassiona?.

Il genio di Jobs è stato quello di rivoluzionare il mercato dell’informatica rendendo di grande consumo prodotti di nicchia (siamo negli anni 70) senza aver praticamente mai inventato nulla. So che ai più sembrerà la scoperta dell’acqua calda ma pensateci, il concetto stesso di se puoi pensarlo puoi realizzarlo non è semplice ambizione ma è concretamente una sfida a te stesso. Puoi fallire, certo, ma se non ci provi nemmeno hai perso in partenza.

Nel rischio e nel genio folle giochi tutto il tuo futuro, nella tua visione. Chiaramente siamo in un mondo da cui sono passati 40 anni ma per quale motivo l’istinto dovrebbe avere meno valore di allora? Non puoi essere il più bravo, non puoi essere l’unico, non puoi non tenere conto di mille fattori, non puoi essere il primo ma puoi fare la differenza. A questo punto sorge spontaneo chiedersi dove puoi fare la differenza.

Ma questa è la domanda più facile a cui rispondere, ogni individuo è unico, già in partenza tu sei la differenza; puoi esserti omologato a un sistema, puoi vestirti come gli altri, avere i prodotti che hanno gli altri, fare le cose che fanno gli altri ma vivi questo a modo tuo a prescindere che tu ne abbia coscienza o no.

Il secondo tassello che ho colto è la professionalità, insomma la faccia come il culo serve ma se poi non c’è sostanza hai finito prima di cominciare. Scontrandomi da consulente sempre più spesso con lavori e progetti di grandi aziende ho imparato che non sempre la qualità del prodotto va di moda. Ho ormai più di 5mila ore di formazione alle spalle, posso permettermi di dire che le cose dovrebbero essere fatte in un certo modo e non per questo devono costare una follia? Si, posso.

Abbiamo quindi sul piatto passione per quello che facciamo e professionalità da investire sul prodotto. Cosa ci manca? Ci manca il terzo tassello, il più difficile forse da trovare, ci manca la squadra; nella mia squadra non voglio le persone più brave al mondo, voglio persone competenti ma che abbiamo la mia stessa visione. La mia tendenza ad essere un leader saputello è genetica ma se tu condividi la mia visione allora ti trascinerò nel mio mondo, io ti darò la mia forza spirituale, il mio carisma del cazzo e trarrò beneficio dalla tua/o. Si, si, parlo di sinergia, di energia, di valori, passione e anche sentimento. Ho imparato questo gestendo più band, la band è una famiglia in tour.

Per un pixel Martin perse la cappa, lo dico sempre ai miei corsisti quando i progetti non sono curati nei dettagli, il Diavolo è nei dettagli. Ho una visione di insieme, ho studiato e colto, ho trovato gli spunti, ho rimotivato il mio animo e ho una gran voglia di spaccare culi che nemmeno potete immaginare. Settembre è alle porte, io ci sono nato il primo giorno di Settembre e Settembre sarà tanta roba.

Quale data più perfetta per iniziare nuove vite e avventure se non quella per me più ovvia? Mi sono fermato a seguire l’istinto nelle decisioni, se avrò fatto la scelta giusta lo scoprirò a mie spese, nessuno ha mai pagato per me e per la prima volta in vita non ho il piano B perché credo fermamente nel piano A.

Jobs è stato cosi geniale da far diventare famose come sue frasi che manco erano sue, sicuramente la più eclatante è stata stay hungry, stay foolish e non è sua. Ma il motto think different mi ha dato un illuminazione. No, no, non me ne frega un cazzo di pensare differente, io penso a modo mio. Ecco ve l'ho detto: io non penserò differente, io sarò la differenza.

Dedico questo articolo a tutte le persone che amo e a quelle con cui lavoro con passione. Senza di voi io non sono niente.