La fine dei temi premium è giunta?

Blog, psicoterapia autogena di un web designer freelance

La fine dei temi premium è giunta? - 02/10/2019
02/10/2019

Questo dibattito sta animando i gruppi del settore nelle ultime settimane, insomma, Gutenberg è in continua evoluzione, a Novembre esce la 5.3 di WordPress che porterà ulteriori novità oltre al nuovo tema Twenty Twenty, che di fatto non serve a niente se non a noi sviluppatori per smontarlo e studiarlo, e il dado è tratto: è la fine dei temi premium?

La mia opinione è no, ci vorrà ancora molto tempo prima che Gutenberg possa sostituire le funzionalità che ritroviamo nei builder dei temi premium o dei vari Divi o Elementor che dir si voglia, l’intenzione c’è tutta ma sarà qualcosa che si evolverà con tempi biblici e il motivo non è da ricercarsi negli sviluppatori del cms ma nell’incompetenza di una discreta percentuale di chi ne fa uso. Non ci raccontiamo la storia dell’orso, ci sono fior di professionisti o presunti tali che non sanno scrivere due righe di codice, se gli togli la pappa pronta hanno chiuso.

Questo crea il presupposto per una discreta longevità dei multipurpose a pagamento pertanto dormite pure sonni tranquilli, fare un sito sarà ancora alla vostra portata per molto tempo. Ma chi allora può trarre beneficio dalla situazione attuale? Ovviamente chi i temi se li sviluppa o ha comunque la voglia di avventurarsi nel mondo di Gutenberg e imparare a sfruttarlo in maniera adeguata.

Facciamo una lista dei pro e dei contro per aiutarci a capire:

PRO

  • Gutenberg è integrato nativamente in WordPress quindi è leggero e non è di terza parte con tutti gli annessi e connessi che ne derivano
  • Segue le best practices quindi nessun problema durante gli aggiornamenti o di incompatibilità con altri plugin
  • Riduce al minimo storico l’utilizzo di template page, fatti header e footer il resto può essere composto nel the_content
  • Il codice dei blocchi è in Flexbox
  • Ha la possibilità di aggiungere classi a tutti i blocchi e questo permette una totale e pulita personalizzazione dal proprio css
  • Riduce notevolmente l’utilizzo di ACF che però continua ad essere lo strumento fondamentale per creare theme options ed esigenze particolari

CONTRO

  • Ogni tanto Google aggiorna Chrome e fa saltare qualche funzionalità :P
  • Non è ancora adeguato a sostituire un visual composer, non riesci a farci proprio tutto
  • L’esperienza di utilizzo non è il massimo al momento, ci sono molte cose che si possono migliorare

Non insisto su altri contro perché credo che già solo il 2 e il 3 citati siano sufficienti a farci capire che chi è solito usare Elementor, ad esempio, difficilmente farà il downgrade (passatemi il termine) a Gutenberg, molto più probabile si sposti verso un altro builder. Quello che è certo è che i layout saranno sempre più minimal e il mobile first prevede tempi di caricamento adeguati, questo è sicuramente un concetto da tenere bene a mente perché il mondo dei siti web si sta evolvendo verso una precisa direzione, la UX e le prestazioni non sono concetti da non tenere a mente ed entrambi passano solo per una determinata figura, quella di un professionista competente che sappia ottimizzare e trarre il massimo vantaggio dal sito.

Questa è una cosa che si può fare sia con temi premium sia con temi custom? Certo che si, punto presupponendo che se ne abbiano, appunto, le competenze ed è qui che il cerchio si chiude, installare un template con una demo sarebbe procedimento che dovrebbe essere passato a miglior vita già da tempo ma sono gli stessi clienti a mantenere viva questa metodologia di lavoro, clienti che ignorando le dinamiche si affidano a ciarlatani più o meno abili a vendere il prodotto.

Questo lo posso dire con cognizione di causa dal momento che le consulenze sono una parte dei miei servizi e ne vedo di tutti i colori, almeno un buon 80% dei siti che analizzo hanno delle criticità che partono dalle basi della creazione di un sito web, figuriamoci quando entriamo in zona SEO o in zona normative e obblighi legali.

Non ci possiamo più nascondere dietro alla solita scusa che il cliente aveva poco budget, il budget si può ottimizzare, si possono trovare delle formule per procedere, si può rifiutare il lavoro perché l’investimento non è adeguato ma questa è una scelta etica del professionista, il resto sono solo chiacchiere, è vero che a fine mese dobbiamo mangiare e questa è l’unica scusante che posso comprendere.

Arrivando alla conclusione di queste considerazioni ad alta voce direi che rileggendomi confermo, i temi premium avranno ancora lunga vita, ed è molto più probabile che a decretarne la morte non sarà il fatto che tutti un bel giorno capiranno che un progetto su misura è la migliore soluzione per valorizzare un brand ma semplicemente il fatto concreto che oramai fare un sito che non rientri in un contesto più ampio di progettazione, strategia e posizionamento non porta alcun beneficio al cliente in termini di visibilità e conversioni. Questo solo dei professionisti possono realizzarlo e sono abbastanza convinto, o perlomeno spero, che sempre più professionisti abbandoneranno la pappa pronta multipurposica per i progetti su misura.

Ma non dimenticate che, in fondo, io sono solo un inguaribile romantico ottimista.