Intervista a: Bonaventura Di Bello

Blog, psicoterapia autogena di un web designer freelance

Intervista a: Bonaventura Di Bello - 06/06/2019
06/06/2019

Non starò a spiegarvi chi è Bonaventura Di Bello, lascio a lui raccontarvi chi e cosa, quello che invece vi voglio raccontare è come il mio percorso professionale e il suo si siano involontariamente incrociati tanti anni fa.

Nel 2014 circa mi fu chiesto di smettere di lavorare con i CMS proprietari e di buttarmi su WordPress, cosa che chi mi conosce lo sa, non mi ha preso benissimo fino a quando non ho iniziato a creare temi custom. La necessità più impellente era quella di imparare velocemente e da solo a gestire una piattaforma che fino ad allora avevo solamente sentito nominare con tutti i pro e contro del caso.

E quale migliore opzione se non comprare un bel libro? Fu cosi che corsi da Lovat, la libreria vicino casa, e acquistai “Webmaster con WordPress” di Hoepli editore scritto appunto da Bonaventura. Grazie al libro imparai velocemente a gestire il CMS e realizzai una serie di siti con temi premium, il resto della storia lo conoscete, il mio amore per WordPress sboccia solamente un paio di anni dopo quando iniziai a sviluppare invece di usare template fatti da altri.

Ho avuto modo di incrociare di nuovo Bonaventura qualche mese fa in un gruppo Facebook, senza ovviamente avere la più pallida idea di chi fosse (è risaputo che ho un ritardo), abbiamo avuto modo di condividere punti di vista sempre in maniera educata e pacata come dovrebbe essere e un bel giorno mi sono ricordato del libro, ho fatto 2 + 2 ed eccoci qui.

S: Innanzitutto grazie per la tua disponibilità Bonaventura, direi che la cosa migliore è che sia tu a presentarti, hai un curriculum talmente vasto che probabilmente ci metteremo meno a linkare direttamente la bio del tuo sito

B: Beh, in effetti è così vasto e articolato che ho dovuto sintetizzarlo persino sul mio stesso sito. In estrema sintesi diciamo che mi occupo di divulgazione tecnica e formazione da qualche decennio, con qualche excursus nel mondo dello sviluppo di contenuti interattivi.

S: Penso definirti un precursore sia il minimo, operi nel settore dai primi anni 80 se ben ricordo, ma quando e perché hai iniziato ad occuparti di WordPress?

B: Ho incontrato WordPress proprio nei suoi primi anni di vita, utilizzandolo come CMS per il blogging dopo aver testato altre piattaforme italiane e straniere (fra cui SquareSpace), e sebbene allora fosse ancora un po’ “grezzo” mi ha colpito per il maggior controllo che offriva rispetto alle altre soluzioni allora disponibili. Dopo averne seguito l’evoluzione per un po’, ho deciso di dedicargli un manuale, che è diventato poi il primo di una serie.

S: Una caratteristica dei tuoi libri è sicuramente quella di essere alla portata di tutti, suppongo questa scelta sia determinata da quello che è il target più ampio per la vendita ma anche dalla stessa filosofia che WordPress mette sul piatto. Ritieni che WordPress stia continuando su questa linea con le novità delle ultime versioni e con i progetti già annunciati nel breve termine?

B: Uno dei punti di forza di WordPress è proprio la sua scalabilità di utilizzo, secondo me. L’esistenza di una piattaforma di utilizzo immediato come WordPress.com è proprio la prova di questo approccio user-friendly, che però non compromette la possibilità, per i più esperti, di sfruttarlo in maniera più intensiva personalizzando radicalmente il codice del CMS e dei suoi componenti. L’evoluzione di WordPress, inoltre, è coerente con questo approccio e Gutenberg ne è una testimonianza, nonostante sia stato fonte di molte polemiche.

S: Ho sempre apprezzato la pacatezza e il modo di porti che hai nei social, i gruppi Facebook sono decisamente oberati da ignoranza e maleducazione. Oltre a questo persone che, come me e te, mettono tante risorse (spesso gratuitamente) a disposizione delle community, sono soggette a critiche e attacchi gratuiti nel paese degli allenatori. Ti viene mai voglia di mandare tutti a quel paese o riesci a far scivolare le cose?

B: Diciamo che sono arrivato al punto di “mandare tutti a quel paese”, nel senso che ho chiuso per ben due volte il mio account Facebook e Twitter, per capirci, proprio per i motivi di cui parli, scrivendo anche un articolo abbastanza significativo a riguardo, sul mio blog. Col tempo, tuttavia, ho imparato a lasciarmi scivolare addosso tanto i comportamenti “poco educati” (un eufemismo) sui social, quanto alcune recensioni inspiegabilmente inappropriate (altro eufemismo) ai miei libri su Amazon.

S: Parliamo del tuo ultimo libro, “WordPress for dummies”, che, correggimi se sbaglio, credo sia l’unica guida tradotta in italiano. Quali sono gli argomenti che hai trattato maggiormente? Quali le novità che ti sono piaciute di più in casa WordPress?

B: WordPress for dummies è un’edizione originale italiana. Ho deciso di scriverlo da zero piuttosto che tradurlo dall’inglese in quanto la versione inglese ha un approccio secondo me tutt’altro che adatto ai “dummies”, ovvero ai neofiti. Ho quindi reimpostato il contenuto in modo da offrire una vera gradualità di approccio, che tenesse conto anche di WordPress.com oltre che del CMS vero e proprio, cercando di non tralasciare nessuna delle informazioni pratiche fondamentali e dando il giusto spazio a Gutenberg.

S: Non mi basterebbero 10 articoli per raccontare tutto il lavoro che hai fatto negli ultimi 35 anni pertanto guardiamo avanti. Cosa bolle in pentola per il futuro, hai già dei progetti su cose che vorresti realizzare?

B: Al momento ho due obiettivi principali: tornare alla programmazione, cominciando con Python che mi ha sempre affascinato come linguaggio, e dedicare un po’ più di impegno alla pubblicazione di manuali non informatici (in generale sulla cosiddetta “crescita personale”).

S: Vuoi lasciarci alcuni link utili per chi volesse approfondire e conoscere meglio il tuo lavoro?

B: Diciamo che il punto di riferimento rimane il mio blog “ufficiale”, bonaventuradibello.com, sul quale parlo anche dei progetti man mano realizzati.

S: Non mi rimane che salutarti e ringraziarti moltissimo per il tuo tempo. Ti faccio i miei migliori in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri e ci si “vede” online.

B: Sono io che ti ringrazio per questa chiacchierata e per l’opportunità di trattare argomenti che mi stanno a cuore e fanno parte del mio lavoro quotidiano. Alla prossima!

Vi invito a visitare il sito di Bonaventura, una persona veramente appassionata del suo lavoro, questa è la prima di una serie di interviste che sto realizzando, nella speranza che il format vi sia gradito vi do appuntamento al mese prossimo dove incontreremo un altro professionista del settore.

E, citando come sempre i Depeche Mode, See you next time!