Il mio ultimo articolo

Blog, psicoterapia autogena di un web designer freelance

Il mio ultimo articolo - 10/10/2016
10/10/2016

Quando penso al mio ultimo articolo nella mia testa è proprio questo, l’ultimo articolo che sto scrivendo. Non avevo mai pensato però che possa essere anche interpretato da un altro punto di vista ovvero possa essere letteralmente l’ultimo articolo che scrivo in questo blog.

Se mi fermo a fare il punto sulla mia attuale situazione lavorativa da quando ho intrapreso questa carriera direi che siamo andati oltre ogni aspettativa che potevo avere quella sera di neppure tanti anni fa in cui mi sono seduto per la prima volta in un banco a Veneto Formazione.

Ho seguito un percorso iniziato nel mese di Marzo, se la memoria non mi inganna, e finito a Novembre dell’anno successivo per un totale di 21 mesi su quel banco che, per certi versi, non ho mai lasciato. Non ho mai smesso di studiare e fare/tenere corsi dal giorno in cui il mio status è passato da studente a freelance.

Ricordo ancora quanto mi sono sentito Cenerentola al ballo il giorno che ho tenuto il mio primo corso, quello stupore quasi ingenuo che ancora oggi ogni tanto mi fa pensare: ma che ci faccio qui? E poi insomma oramai mi conoscete e sapete quanto mi diverta tenere quel tono saputello e vagamente antipatico quando salgo in cattedra che, per chi vuole vedere un pò più in la del suo naso, è risaputo abbia come unico scopo quello di stuzzicarvi all’inverosimile per tirare fuori il massimo dalla vostra indole.

Vengo dal mondo dello spettacolo di fatto, per me una lezione non è una semplice lezione, è andare in scena, regalare nozioni e emozioni. A ogni singola lezione lasci qualcosa di te e prendi qualcosa da chi ti sta ascoltando, osservi e assimili; e a me piace osservare, nei minimi dettagli, quei dettagli che fanno sempre la differenza e che ti permettono di vedere oltre quello che una persona vuole mostrarti.

Ho iniziato con un corso, che poi sono diventati in pochi mesi molti di più, ho potuto crescere velocemente come professionista grazie a chi ha creduto in me. Ho potuto fare esperienze di insegnamento esterne, aprire la mia attività, avere i miei clienti, realizzare qualcosa di solo mio che mi permette di lavorare sodo facendo qualcosa che non mi stanca mai ma anche di ritagliarmi tutto il tempo che serve per fare quello che mi pare. E, perché no, di avere un buon tenore di vita.

Oggi sono un professionista, devo farmene una ragione, ma smetterò mai di sentirmi Cenerentola? Sinceramente spero proprio di no. Probabilmente non avete nemmeno idea di quante persone io abbia conosciuto in questi anni, di molte nemmeno ricordo i nomi e quando raramente mi capita di incontrarle e mi salutano mi arrabbio perché vorrei ricordarmi di tutti ma non è umanamente possibile. Nel bene e nel male ogni singola persona che ho incontrato non sarà mai solo un numero in una lista di una classe.

Però di tanti mi ricordo, quelli che ci sono ancora, quelli che mi chiamano, mi scrivono, quelli con cui abbiamo condiviso un viaggio, fatiche, piccole delusioni e grandi risultati. Quelli che piangevano ai corsi di PHP e poi sono diventati programmatori; quelli che alle prime lezioni di web erano certi di aver sbagliato tutto, il codice non lo capirò mai dicevano, e oggi sono più bravi di me e ridono riguardando tutti quei piccoli esercizi che sembravano complessi e incomprensibili.

E poi ci sono le persone con cui lavoro, a scuola e con la mia azienda. Alcune sono passate senza lasciarmi niente, altre sono passate e andate per la loro strada, alcune ci sono ancora e sono le migliori con cui mi sarebbe potuto capitare di lavorare; alcune sono arrivate da poco ma sono quelle giuste per me e insieme faremo un sacco di strada. Alcune hanno lasciato un segno e spero un giorno di poterci ancora lavorare. E non devo dirvi i loro nomi perché sono tra quel centinaio di persone che abitualmente mi legge; e in questo momento leggendo probabilmente hai fatto un sorriso, si proprio tu che mi leggi ora.

Ma come sempre ad un certo punto dei miei articoli mi ritrovo a dover giustificare il titolo. Il punto è semplice, tenere un piano editoriale costante come ho fatto negli ultimi 2 anni tra articoli e tutorial, è diventato per me difficile non tanto perché io non sappia cosa scrivere ma perché non ho mai sopportato di penalizzare la qualità per la quantità. Mi sono ripromesso di fare uscire almeno 2 articoli e un tutorial al mese, e per due anni ci sono riuscito, ma mi sto rendendo conto che preferisco di gran lunga il piacere di scrivere un buon articolo quando mi va che dover scrivere un articolo perché ho una scadenza.

Quindi forse questo sarà il mio ultimo articolo in questo blog o forse lo sarà per un po o forse domani scriverò l’articolo dell’anno con la solita coerente incoerenza che mi contradistingue. Non è meraviglioso poter scegliere in totale libertà? Si, ci ho girato intorno tanto parlando ma ora te lo posso dire, il titolo ti ha ingannato, ti ho attirato qui perché leggessi, si proprio tu che hai dei sogni da realizzare. La mia storia ti è piaciuta, alla fine quando parlo di piani editoriali ti sei annoiato, non era interessante come prima, non era emotivamente coinvolgente, non era la storia di un sogno che si realizza, non era una bella storia.

Belle storie, si, è di questo che abbiamo bisogno, di belle storie in cui identificarci…ma sai qual’è la verità? Che se tu non sei ancora una bella storia ci sono alte probabilità che non sia solo sfortuna o eventi che remano contro, forse semplicemente ti manca un pò di coraggio, il coraggio di rischiare, di metterti in discussione o in gioco. O forse sono io che sono solo un ingenuo inguaribile ottimista; ma una cosa la so per certo, credimi, la fortuna te la devi creare o rischi di invecchiare aspettandola.

Grazie di cuore per avermi letto, ancora una volta.