Cuggini e temi premium

Blog, psicoterapia autogena di un web designer freelance

Cuggini e temi premium - 20/11/2017
20/11/2017

E terminiamo questa trilogia dedicata ai cuggini andando a parlare di WordPress e temi premium, l’ultimo presumibile baluardo utile che i già citati possono mettere sul piatto per poter fare un sito senza competenze.

Vi confesso che (ma molti lo sanno già) ho avuto negli anni una naturale antipatia per i cms dovuta presumibilmente a una scuola di pensiero che mi è stata inculcata da quello che fu il mio docente di programmazione ai tempi e il passaggio, nel momento in cui mi venne espressamente richiesto di mollare lo sviluppo e usare WordPress, non è stato indolore. In parole povere mi sono ritrovato da sviluppare codice, che per me è puro divertimento, a scaricare un tema già fatto da qualcun altro, e spesso nemmeno tanto bene, a integrarlo e riempirlo con le immagini e i contenuti del cliente. Una specie di incubo.

Aver seguito il corso WordPress avanzato e aver potuto passare a creare i miei temi custom, non lo nascondo, ha cambiato completamente la mia vita lavorativa portandomi a un livello decisamente superiore nella realizzazione e nel poter soddisfare criteri sempre più performanti di sviluppo e con prezzi competitivi. Questo senza rinunciare allo sviluppo perché di fatto è la parte che mi diverte di più al punto che, a inizio anno, ho sviluppato un mio template modulare, il Sensei, con il quale ho già realizzato più di 20 siti tra miei clienti e agenzie di varia natura e genere con cui collaboro.

Questo mi ha anche permesso di rendermi realmente conto dei limiti di un tema premium che prima mi potevano anche sembrare una mia pippa di disgusto personale. Nella maggioranza dei casi sono sviluppati divinamente, devono tenere conto di centinaia di possibili personalizzazioni, ma proprio per questo si portano dietro dei limiti quantomai ovvi.

Cose che devo capire - capitolo 3

In prima battuta il peso della struttura e la montagna di script che vengono lanciati ogni qualvolta si fa una richiesta al server; ma senza essere troppo tecnici e tornando al cuggino dobbiamo tenere conto dei paletti definiti dallo sviluppatore che ha deciso per noi cosa e quanto possiamo personalizzare il layout. Io credo di avere discrete conoscenze in questo ambito eppure spesso mi sono ritrovato in buone difficoltà (mai niente di irrisolvibile) nel modificare o personalizzare su una richiesta del cliente quei 4/5 temi premium che ho fatto in carriera.

A ogni riga di css custom fatta e inserita dalle theme options ho dovuto imbarcarmi in altre modifiche per risolvere i problemi che la stessa provocava. Insomma ragazzi per capirci, se il vostro cliente vuole il logo al centro e il tema non lo permette se non lo sapete fare a manina siete fottuti.

Posso forse peccare un po di arroganza quando esprimo queste opinioni ma il principio è sempre lo stesso, non ho simpatia per chi si inventa in un mestiere senza le dovute competenze perché penalizza il settore. Non ho niente contro agenzie che si specializzano in Avada o altri temi multipurpose, col mio socio spesso utilizziamo queste soluzioni per gli e-commerce, ma ritengo che fare un sito necessiti di una certa etica professionale al servizio del cliente. Il cliente ripone in te la sua fiducia e se tu non sei all’altezza hai solo 2 opzioni: rinunciare o rimboccarti le maniche per esserlo.

In ogni settore creativo esiste questo problema, la competenza venduta solo sulla carta o il cuggino del cuggino che una volta è morto (come diceva il buon Elio). In conclusione cuggino, io ti ringrazio di esistere perché mi hai permesso di scrivere articoli tra i più letti della mia carriera di “blogger de noialtri” ma fai un bene a tutta l’umanità dei web cosi, lascia perdere e mettiti a studiare, seriamente, con criterio, seguendo un percorso didattico fottutamente adeguato e vedrai che il tempo ti ripagherà dei tuoi sforzi. Ricorda sempre quello che già ti dissi parlando di Bootstrap, WordPress e tutti i cms in generale non nascono per fare i siti al posto tuo perché non sei capace ma per defaticare gli sviluppatori da dinamiche di programmazione legate alla gestione e strutturazione del back-end dei siti dinamici, certe porte o le conosci o è meglio le lasci chiuse.

Detto questo io vi saluto, vi ringrazio e vi rimando al prossimo episodio dove, presumibilmente, entreranno in scena nuovi personaggi e nuovi antagonisti, in fondo credo abbiamo solo l’imbarazzo della scelta.

Thanks a lot e #goinpussy