Pianificare il restyling di un sito

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Pianificare il restyling di un sito - 12/02/2018
12/02/2018

Oggi mi addentro in un argomento che è decisamente, come da titolo, una brutta bestia; credetemi, fare un sito ex novo infatti è decisamente più semplice che affrontare un restyling grafico ma del resto è la richiesta che va per la maggiore perciò armiamoci di buona volontà e andiamo a vedere insieme quali sono i punti di cui dobbiamo tenere conto nel ridisegnare il vestito di un sito.

1. Comprendere la terminologia

Dice il buon dizionario Garzanti: Restyling è la modifica del design di un prodotto per migliorarne l’estetica senza cambiamenti o stravolgimenti sostanziali alla sua funzionalità. Il termine può essere applicato a molteplici prodotti ed è nato, se la memoria non mi inganna, con il ridisegnare il look alle automobili di versione in versione. Rifare il sito è un’altra cosa.

2. Fare un’analisi dei contenuti esistenti e di come sono posizionati

Si ragazzi, rifare la grafica del sito può avere risvolti mica tanto scontati in ottica SEO. Non avere un progetto e un quadro chiari in testa può portare a fare delle scelte che sacrifichino cose che funzionano in favore di cose che vanno di moda o creare una struttura più pesante o meno usabile della precedente. Al cliente non farà piacere perdere posizioni sulla SERP per le vostre scelte.

3. Studiare il trend grafico del momento

Immagino possiamo bene capire da soli quanto inutile sia rifare un sito e lavorare su trend grafici passati di moda o peggio ancora non conoscerli proprio perché ci siamo fossilizzati sul nostro gusto personale o sulle nostre convinzioni. Le nuove scelte devono essere pertinenti e ben ponderate perché saranno la vetrina dell’attività del cliente per almeno 2-3 anni. Studiate bene il risultato che volete ottenere

4. Preparare uno schema della struttura che tenga conto di quella esistente per i redirect

Nel momento in cui decidiamo di dare vita nuova alla grafica ma non alle funzionalità ci troviamo di fronte alla questione vecchi link vs nuovi link in maniera diversa che se rifacessimo il sito daccapo per ovvie ragioni ma dobbiamo comunque premurarci di avere un quadro della situazione perché se qualche pagina salta rischiamo di generare un buon numero di 404 il che non è cosa buona e giusta. Attenzione anche ai link interni agli articoli o altro che magari puntano a pagine che non esistono più.

5. Ignorare il cliente che si fissa con un sito che gli piace.

Lo so, lo so, non suona bene ma il cliente va guidato, i compromessi ci possono stare ma non lasciate che sia lui a dirvi come fare il sito perché molto spesso la grafica potrebbe non essere adeguata all’immagine coordinata dell’azienda o le funzionalità del sito che ha visto e gli piace potrebbero non essere utili alla nostra causa. Guidate voi il restyling con la vostra competenza, magari qualcosa cannerete lo stesso ma il margine di errore sarà molto più contenuto e gestibile.

6. Non ubriacarsi il giorno prima della messa online.

La messa online è un lavoro delicato a prescindere dati i tanti step da seguire, sia che il sito sia nuovo, sia che sia un rifacimento. Dovete essere lucidi e avere sottomano una lista delle cose da eseguire in ordine di importanza. Non fate questo passaggio quando siete di corsa, potrebbero andarvi via diverse ore ed è meglio avere margine ergo niente alcol o festoni la sera prima, avete bisogno di concentrazione.

7. Non farsi venire ansie o attacchi di panico.

Se siete alle prime armi o comunque non lo avete fatto molte volte il periodo successivo al restyling può essere vagamente stressante dal momento che i bug o le lacune escono dopo un pò che la gente o il cliente usa il sito. Niente paura e mettetevela via, questo accade a tutti anche se, sicuramente, il mestiere negli anni aiuta a valutare bene ed avere maggiore consapevolezza già in partenza ma del resto la competenza si acquisisce sul campo anche sbagliando.

8. Non maledire i morti a nessuno

Se vi state chiedendo, in preda allo stress da restyling, chi ve l’ha fatto fare, ricordate sempre che c’è gente che lavora in miniera.