5 errori di un web designer freelance

Blog, psicoterapia autogena di un web designer freelance

5 errori di un web designer freelance - 23/07/2018
23/07/2018

Partiamo da un presupposto semplice ma preciso, i web designer freelance sono essere umani come gli altri, e di conseguenza, come chiunque lavori, commettono errori, ma con un sottile handicap rispetto a quelli che lo fanno come dipendenti.

I dipendenti che sbagliano ne rendono conto al titolare che, a prescindere, pagherà loro lo stipendio a fine mese mentre i freelance che sbagliano, lo prendono semplicemente in quel posto rimettendoci, presumibilmente, oltre al denaro anche un pizzico di reputazione.

Vi pare una differenza di poco conto? Andiamo quindi ad evidenziare, basandomi ovviamente sulla mia personalissima esperienza, i 5 errori che un web designer freelance deve assolutamente evitare nel corso della sua carriera.

1. Vendere qualcosa che non si è in grado di realizzare

Al primo posto inserisco la vaccata per eccellenza dettata il più delle volte dal dover portare a casa uno stipendio nei periodi di magra che inevitabilmente ruotano intorno alla vita di un libero professionista. Molte volte le richieste che ci arrivano non rientrano nelle nostre competenze e, seppure a malincuore, siamo costretti a rifiutare un lavoro ma non c’è niente di più sbagliato di accettare un lavoro se non abbiamo nelle corde l’intenzione di dedicare tempo a studiare il servizio in questione che non abbiamo mai fatto prima.

Non c’è niente di male a fare una cosa per la prima volta, c’è sempre una prima volta, basta che questa non si riveli una disfatta di Caporetto utile solo a farci investire ore e pezzi di fegato per uscirne malconci e sotto pagati.

Pensaci bene prima di accettare un lavoro di questo tipo.

2. Smettere di aggiornarsi

Quando si va in produzione il tempo da dedicare alla propria formazione e crescita professionale diminuisce notevolmente indaffarati come siamo a rispettare le consegne ma questa non è una buona idea in un settore in continua evoluzione come quello del web. Sicuramente non siamo ai livelli da follia di chi si occupa di web o social media marketing ma anche nel nostro campo le continue novità non mancano.

Per fare bene questo mestiere devi imparare a continuare a trattarlo come quello che era prima di diventare un lavoro, ovvero una passione, ricordandoti di mettere dei paletti tra le ore di lavoro in produzione e quelle da sottrarre al tuo tempo libero; per un freelance che lavora a casa il passo è breve nel finire a lavorare al computer 12-13 ore al giorno di fila e questo non fa bene.

Una soluzione che mi sento di consigliare vivendola sulla mia pelle e di fare, di tanto in tanto, dei corsi di aggiornamento in aula con l’ovvio punto a sfavore che probabilmente avranno un costo.

3. Cannare le consegne col cliente

Mai cannare una consegna o una deadline definita con un cliente o con un’agenzia di terza parte a meno di non avere ottimi motivi per farlo. La tua reputazione non ne uscirà bene, recherai un danno sia a te stesso sia ai tuoi collaboratori.

Esiste un principio che risponde al nome di comunicazione che basa i suoi fondamentali sulla buona educazione. Non nasconderti non rispondendo al telefono, ai messaggi o alle email ma affronta le discussioni, motiva i tuoi ritardi e le tue decisioni per tempo cosi da rassicurare chi si aspetta qualcosa da te per quel determinato giorno.

Ti piace quando scrivi a qualcuno su Whatsapp e vedi quella dannata spunta blu ma non ottieni risposta per ore a volte giorni? Io non credo, quindi immagina quanto sia furbo comportarsi cosi con persone che ti devono pagare un servizio o con persone che si fidano di te e verranno penalizzate dalla tua mancanza.

4. Non prestare la giusta attenzione alla progettazione

Ho avuto la fortuna (e sfortuna) di collaborare con moltissime figure del settore negli ultimi 10 anni e ho notato una strana tendenza in molti dovuta, penso più che altro, a presunzione o stupidità ovvero quella errata convinzione che ascoltare le altre persone coinvolte nei progetti o il cliente stesso sia superfluo e che a questi piacerà qualsiasi cagata proposta perché nella nostra testa è un’ottima idea.

La linea sottile tra saper guidare il team e il cliente verso le corrette soluzioni ed essere troppo concentrati su se stessi da non rendersi manco conto di quanto poco siamo propensi a metterci in discussione è un punto su cui torno spesso ma è, ahimè, sempre attualissimo.

Pensare di ascoltare qualcuno mentre siamo con la testa altrove e col telefono in mano e prestargli attenzione mentre parla sono 2 cose completamente diverse; impara che la seconda serve a te per crescere e diventare un bravo professionista mentre la prima ti rende solamente antipatico e supponente. Il team si fida di te, il team ha bisogno che tu sia sul pezzo.

5. Scegliere i collaboratori sbagliati

Perché alla fine ci metti la faccia e quando scegli di collaborare con qualcuno, e questo non è all’altezza, per il cliente non fa molta differenza; immagina di entrare in un negozio dove una commessa è scortese: ci lavorano altre 10 commesse ma è molto probabile che non ci rientrerai mai più ed è molto probabile che ti sentirai in dovere di sconsigliare quel negozio anche ai tuoi amici e parenti.

Cosa ti fa pensare che per i tuoi clienti sia diverso? Ma l’errore non l’hai commesso tu, la mancanza non è tua, anzi, magari hai fatto egregiamente la tua parte; ma ciò non toglie che hai commesso un errore madornale, ti sei scelto dei pessimi collaboratori e sulla breve distanza questo ti recherà danno.

Un buon collaboratore è quello che ti dimostra sul campo che puoi fidarti di lui perché potrà non essere sempre al top, la vita è fatta di tante cose, ma non ti deluderà ne ti remerà contro ma ti permetterà di dormire sonni tranquilli.

In conclusione

E con questo abbiamo visto i 5 errori da non fare assolutamente in relazione ai nostri clienti e alla nostra professione. Ovviamente ne potrei elencare almeno un’altra decina ma rimandiamo questo discorso al prossimo articolo.